Meteo Lo Gullo torna sul Nevaio del Pollino: un ritorno alla normalità tra insidie estreme e il resoconto di una stagione 2026 al top per la nostra sentinella!
- Angelo Lo Gullo

- 13 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 28 apr

Tornare sul Massiccio del Pollino per il monitoraggio del nevaio più a sud d'Europa non è mai una semplice escursione, ma un atto di testimonianza scientifica che quest'anno ci ha regalato una visione di speranza.
L'11 Aprile 2026, a quota 2.225 metri, abbiamo finalmente documentato un ritorno alla normalità. Questa spedizione chiude un ciclo triennale che ha mostrato i due volti della montagna calabrese: dalla desolazione del 2024 al ritorno alla (quasi) normalità nivale di oggi.
È una Calabria che fatica a essere accettata nell'immaginario collettivo, spesso ridotta a sole e mare, ma che invece custodisce una spina dorsale di neve e ghiaccio capace di accumuli che nulla hanno da invidiare alle Alpi.

Il diario del triennio: dalla roccia nuda del 2024 ai muri di neve del 2026.
Il confronto tra le tre spedizioni è la prova tangibile del cambiamento in atto.
Nel 2024 vivemmo uno scenario che definire scandaloso è poco: la montagna era nuda e bruciata da un caldo assurdo già a marzo, con le aree di pianura interne che sfioravano i 30°C.
In quell'occasione, la salita fu rapidissima, circa otto ore, perché si camminava immersi nella polvere desertica e su roccia scoperta; il nevaio era ridotto a un rimasuglio agonizzante e sporco di sabbia.


L'Aprile del 2025 mostrò una timida ripresa grazie a un dicembre e un gennaio nevosi, permettendoci di trovare neve dai 1.700 metri, spesso ghiacciata nel bosco per una coda di freddo precedente. Impiegammo circa dieci ore, trovando un nevaio in discrete condizioni ma già minacciato da una siccità e da fasi miti iniziate precocemente a febbraio, che avrebbero poi causato gravi critici idriche in tutta la regione.



L’escursione dell’11 Aprile 2026, invece, è stata la più estrema e faticosa, richiedendo ben 11 ore di sforzo ininterrotto.
La differenza è stata fatta dai quantitativi abbondanti di neve: già dai 1.500 metri il bianco dominava il paesaggio, diventando abbondante dai 1.600 metri e superando abbondantemente il metro a 1.700 metri.
A quota 1.900 metri, nel bosco, ci siamo trovati di fronte a un muro di neve di oltre due metri. Sebbene fossimo inseriti in una fase mite arrivata solo ora — a differenza degli anni passati dove il caldo era iniziato molto prima — le temperature leggermente sopra media hanno reso la neve collosa e pesante.
La risalita delle pareti è stata un'insidia continua: ci siamo trovati a sprofondare in un manto instabile che nascondeva rocce completamente sepolte da due metri e mezzo di neve.
In un momento critico, ho vissuto in prima persona il pericolo della montagna, sprofondando con l'intera gamba destra in una fessura tra le rocce invisibili.
Solo l'esperienza e la capacità di non farsi prendere dal panico hanno permesso di fare leva con le braccia e liberarsi con cautela, evitando conseguenze peggiori in un contesto dove il rischio di slavine locali, specialmente all'interno della parete del nevaio, era elevatissimo.



Il ritorno alla normalità del nevaio è il risultato diretto di una stagione invernale "devastante" nel senso meteorologico del termine.
Tra Gennaio e Febbraio, la Calabria è stata investita da una serie di cicloni che hanno provocato alluvioni nella Valle del Crati, criticità pesanti nel catanzarese e l'esondazione di fiumi a Cosenza città (ne abbiamo parlato nei precedenti report).
Gli accumuli pluviometrici sono stati impressionanti su Catanzaro, Cosenza e nell’area del Savuto-Reventino, traducendosi in nevicate molto abbondanti sulle dorsale, specie a quote alte (ne abbiamo documentato tante anche alla sede della nostra stazione meteorologica di Monte Scuro, sulla Sila Grande).
Noi di Meteo Lo Gullo continueremo a vigilare su questa sentinella del Pollino, ricordando a tutti che la nostra regione, oltre il mare, custodisce un cuore di ghiaccio che merita rispetto e monitoraggio costante.
www.meteologullo.com - Passione, e chilometri sulle gambe.


